2 luglio/ Pride/ L’Arci c’è

Venerdì 2 luglio, dalle 15, anche a Como si terrà un Pride. Dopo anni di assenza, il 2 il prato di Giardini a Lago di fronte al Tempio voltiano (via Marconi) sarà animato da bandiere arcobaleno e drag queen in un pomeriggio di festa e lotta per i diritti Lgbtqia+.


Nel corso del Pride, oltre agli interventi di organizzatori e di associazioni aderenti, ci saranno un free market per lo scambio di vestiti che altrimenti andrebbero buttati, un’area bambini e uno sportello informativo su sessualità, droghe ed alcol tenuto da Party con noi. Il Pride, pur essendo un momento festoso, è anche fortemente politico. Como Pride chiede che la società sia più equa e meno discriminante, ma punta il dito anche sulla realtà comasca, chiedendo politiche concrete di tutela per le persone Lgbtqia+.


Non è la prima volta che Como si mobilita contro l’omobitransfobia e per la comunità arcobaleno; questa volta, però, si punta a fare le cose in grande riportando un’istituzione come il Pride in una realtà teoricamente ostile. Venerdì sarà un giorno di colori, libertà e battaglia politica. Anche l’Arci provinciale aderisce all’iniziativa.


Le richieste

La comunità comasca LGBTQ+ si rivolge al Comune di Como e al sindaco Landriscina e chiede: 1. Che il sindaco di Como si esprima pubblicamente prendendo posizione contro le discriminazioni omobitransfobiche. 2. L’affissione di una bandiera lgbtq+ e transgender sulle sedi del potere, partendo dal comune di Como. 3. La nascita di una rete pubblica locale sanitaria di supporto per persone della comunità che si occupi di: Creare una rete di sostegno telefonico per persone transgender e vittime di omobitransfobia. Istituire consultori gratuiti e agevolati per tuttǝ e fornire test gratuiti per il controllo dell’HIV e altre MST 4. La costruzione di installazioni per un’architettura urbana transfemminista capace di prevenire crimini e violenze. 5. L’istituzione di una consulta capace di monitorare e prevenire ogni tipo di violenza. 6. Investimenti e patrocini su eventi di sensibilizzazione locale e nelle scuole per parlare di violenza omobitransfobica e di liberazione sessuale consensuale da ogni punto di vista.Una delle presentatrici dell’evento, Miss Gender, dice: “abbiamo deciso di portare il Pride a Como per dimostrare come la comunità LGBTQ+ sia presente nonostante la realtà chiusa e bigotta, e per far sentire la nostra voce alla città di Como senza paura, portando in piazza le nostre rivendicazioni. Vi aspettiamo!”


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