24 novembre/ Giuliana Sgrena/ Donne ingannate

«Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere: un momento di denuncia, riflessione e rieducazione per arginare una mai doma brutalità di stampo patriarcale nei confronti delle donne. Arci Como aderisce al calendario condiviso di Intrecciat3 – donne in lotta per l’eliminazione della violenza di genere, condividendone il messaggio e declinandolo in una iniziativa pensata e voluta insieme a Donne in nero.

Giovedì 24 novembre, allo spazio Gloria del circolo Arci Xanadù, ci sarà alle 18,30 per la presentazione del libro Donne Ingannate Celeste Grossi dialogherà con l’autrice Giuliana Sgrena. Dopo un momento conviviale, alle 21,15 verrà proiettata l’intervista a Giovanna Marturano, antifascista e femminista storica romana, tratta dal documentario Voci femminili nel buio della guerra nazifascista, presentata da una delle autrici, Maura Sala del Centro studi Schiavi di Hitler.

Sarà ancora possibile vedere Indicibile – Il coraggio di rompere il silenzio, la mostra di fotografie e mixed media di Alle Bonicalzi, in una serie che nasce da una riflessione sul tema dell’integrità personale (e quindi dell’identità) e del silenzio o, meglio, della possibilità e libertà di infrangerlo.

 

Giuliana Sgrena, giornalista de Il Manifesto e scrittrice, torna a parlare di donne, diritti e di come sia necessaria una costante e attenta vigilanza ovunque per tutelarli e renderli effettivi.

In Donne ingannate (pubblicato da Il Saggiatore nella primavera di quest’anno) ci sono donne che non sanno cosa significa sentire il vento tra i capelli e sono costrette a coprire il volto con un doppio velo: uno fatto di tessuto e imposto da una tradizione religiosa fondamentalista; l’altro, metaforico, che racconta l’ipocrisia – culturale e ideologica – con cui le loro battaglie vengono frenate. Dall’Afghanistan dei taleban, all’Iran di Khamenei fino al Maghreb delle rivoluzioni fallite, Giuliana Sgrena si interroga (e interroga), partendo dalla riflessione sul tema del velo, tra scelta e imposizione, affrontando uno dei nodi cruciali del contemporaneo: il rapporto tra libertà e religione.

La sua critica si spinge però molto oltre, puntando il dito contro chi in Occidente afferma di fatto, in nome del relativismo culturale, la legittimità dell’oppressione femminile nelle scuole e per le strade; e questo, nonostante i tanti femminicidi perpetrati ai danni di donne musulmane di seconda generazione. È un accalorato invito ad aprire gli occhi, a rifiutare l’inganno e a squarciare il velo, così come fanno le Donne in nero, che dal 1988 illuminano e accompagnano i percorsi delle donne in lotta, qui in Italia e nel mondo, per chiedere che guerra, fondamentalismi, violenze, e discriminazioni siano messe fuori dalla loro vita e da quella di tutti e tutte.

Il progetto Voci femminili nel buio della guerra nazifascista è una selezione di dieci videotestimonianze di Donne protagoniste del loro destino che hanno saputo compiere una scelta in tempi in cui il pericolo era quotidiano, costrette a “costruirsi un coraggio”, come dice Giovanna Marturano.

Il documentario, realizzato con il contributo dell’Anppia (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) da Maura Sala, Valter e Francesco Merazzi del Centro studi Schiavi di Hitler di Cernobbio, è stato presentato al Senato della Repubblica lo scorso 30 marzo e costituisce memoria storica, preziosa e indelebile, stimolo per il presente e il futuro, documento apprezzato per l’insegnamento della storia nelle scuole, sintetizzando il senso della Resistenza e della lotta per valori universali e umani.

L’appuntamento è giovedì 24 novembre alle 18,30 allo spazio Gloria del circolo Arci Xanadù (via Varesina 72). Ingresso gratuito. Tutte le info su www.ecoinformazioni.com». [Arci Como, Donne in nero, Centro studi Schiavi di Hitler]


Il calendario, consultabile di seguito, delle iniziative di Intrecciat3 – donne in lotta per l’eliminazione della violenza di genere è condiviso da Agedo, Arci Como, Arcigay, Centro studi Schiavi di Hitler, Cgil, Cisl, Como Pride, Donne in nero, Nonunadimeno Como, Scuola di italiano per donne straniere, Telefono Donna Como, Uil, Unione degli studenti.



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